mercoledì 19 agosto 2009

Per un uomo che soffre


Caro G.,
sento la necessità di scrivere perchè devo sfogare in qualche modo il dolore che provo quando passo anche solo una manciata di minuti con te. Non è la classica noia di chi non ha voglia di stare vicino ad un malato difficile come te, non è odiosa insofferenza per le tue parole che molto spesso si ripetono un po'aggrovigliate. No! Conosco bene la faccia stravolta dal caldo e dalle medicine che hai quando arrivi a casa mia la mattina alle otto e mezza (e io ti apro tutta addormentata, ancora in pigiama, odiandoti un po', ma felice che tu sia riuscito ad uscire di casa), quel saluto davanti al cancello dell'ospedale ed il tuo passo lento mentre torni in reparto, la forza che stai mettendo in gioco per riuscire, ancora una volta, a stere un po'meglio.
Provo una fitta di dolore quando ti vedo perchè so che il Destino con te è stato davvero un bastardo. Ti ha regalato una mente brillante, ma te l'ha donata difettosa. Ti è stata concessa una famiglia numerosa, ma non di poter averne una tutta tua. Hai un carattere forte, ma ciò tende ad isolarti. Molti pensieri sfiorano la tua mente, ma la maggior parte di questi sono coltelli che si conficcano fra un neurone e l'altro, aprendo ferite profonde che non smettono mai di sanguinare.
Soffro stando con te che soffri, ma non posso fartelo vedere. Vorrei urlarti che un po' capisco come ti senti, anche se non lo comprenderò mai davvero nè vedrò mai i fantasmi che ti tengono sveglio nella notte, che ti fanno mordere le lenzuola.
Vorrei farti capire che non sei solo nella lotta e invece sorrido e annuisco come una stupida.

Ti voglio bene, G.!
Ti vogliamo bene!

Francesca

sabato 4 luglio 2009

Untitled One



L' inarrivabile, l'umano, la soffrenza, la morte, la consapevolezza di dover morire, quello sguardo, l'aria che entra nei miei polmoni, l'impalpabile, l'inverificabile e l'infalsificabile, l'odore degli aghi di pino, il sole di agosto che scalda un monumento, il Colosseo, chi ci ha camminato un migliaio di anni fa, lo zoom di una macchina fotografica, le Alpi viste dall'aereo, la voglia di esplorare, il passato, le radici, noi chi siamo?, perchè?
Perchè arrivo sempre a chiedermi il perchè?

Vorei sentire il rumore del mio cervello, illuminato dai potenziali d'azione, e man mano arrivare a percepire tanti nevrotici "bzzzzzz" provenienti dalla testa di chi mi circonda...sempre più intensi, sempre più invadenti; sarebbe terribile, sarebbe un incubo davvero spaventoso!

domenica 31 maggio 2009

Roba vecchia


Potrei odiarti, ma non lo faccio;
nemmeno ti amo,
nè mi sei indifferente.

Bollo, ribollo, friggo, soffriggo
e ammiro la profonda ferita al mio Ego,
quella stronza ferita narcisistica
che sta infettando ogni parte di me!

lunedì 18 maggio 2009

Humanitas


Dareste mai un fucile mitragliatore in mano ad un bambino incazzato di cinque anni???
Io personalmente no.
Salireste mai in macchina con un ubriaco che ha preso la patente un'ora???
Io personalmente no.
Andreste da un medico che ha comprato la laurea in qualche università non meglio identificata???
Io personalmente no.

Lo stesso è per l'amore. Quando cerchiamo di realizzare la nostra idea perfetta di amore finiamo sempre per arrivare a qualcosa d'altro: affetto, sesso, possesso, sintonia, simpatia, gelosia, odio, passione, ambivalenza...

Non è forse uno "strumento", un'abilità che non siamo in grado di padroneggiare, pur essendo invece certi del contrario??
Non facciamo forse male a noi stessi e agli altri più spesso di quanto facciamo del bene??
Alla fine siamo pur sempre degli animali....
MAH.....

Questa volta è colpa di Dente..........

lunedì 27 aprile 2009

sorriso



"siamo tutti soli?" mi son chiesto poi sentendo il peso della sconfitta, e una spirale malinconica mi ha dato in pasto all'inquietudine.
Marlene Kuntz

io chi sono???
sono un velo mai sollevato per vedere che cosa davvero c'è sotto;
sono un vulcano mai esploso,
un cascata bloccata come in una foto.
Sono isterica e narcisista...
Sono una scimmietta truccata,
sono un rumore di tacchi in quella scala che non avrei mai dovuto salire.
Sono egocentrica ma mi sottovaluto (così dicono),
sono orgogliosa ma piango quando, la sera, poso la testa sul cuscino.
Sono una bambina, ma non so più sognare quei mondi fantastici come quando lo ero per davvero.
Sono una troia...perchè mi piacciono gli uomini e non lo nego pudicamente e falsamente,
perchè mi stanno terribilmente sul cazzo i maschilisti!!
Sono in crisi.. se non si fosse capito!! e non so neanche il perchè.
Ma faccio finta di nulla...mi barrico nel mio sorriso, perchè tanto passerà,
mi scivolerà addosso anche questo periodo:
una sera tra qualche mese, fumando distrattamente, forse un po' brilla,
ne parlerò a qualche sconociuto per riempire l'atmosfera....
ne parlerò e non importerà a nesuno...neanche a me.

Ok.....i marlene mi fanno davvero male.........la devo smettere!!!

mercoledì 18 febbraio 2009

ODI ET AMO (traduzione partenopea da Catullo

Odio e amo:

fusse che chiedi:

perche' lo faccio?

Nunn' o saccio

ma lo faccio

e mme sient' nu straccio

Traduzione di Stefano Benni

venerdì 6 febbraio 2009

Guerra Fredda

Occhi color nocciola,
i tuoi.
Mi guardano interrogativi,
fissano i miei,
li penetrano.
Un battito di ciglia
e una lacrima mi sfugge.
Traditrice!
I miei stati d'animo versano
copiosi dagli occhi.

Ho paura,
paura di abbattere il muro
di cinismo
che ho costruito
per proteggermi.
Troppo spesso infatti
mi hanno fatto credere
di non avere il coraggio
di amare.
Mi hanno detto
che siamo giovani,
che dobbiamo divertirci.
E io ci ho creduto
e mi sono barricata
in un castello freddo.

I tuoi occhi mi fissano
un po'misteriosi.
Sei qui per giudicare
la prigioniera che vi è incatenata?
O sei venuto a portarmi via
dal regno di streghe che ho costruito
nella mia mente?

Rapiscimi e andiamo
ad espolorare mondi
mai visti,
nuovi orizzonti.
Rapiscimi e fammi
conoscere la tua terra.
Portami con te!